Con la firma del protocollo d’intesa tra il Ministero italiano della Cultura e le Regioni italiane, il 17 maggio 2025, il processo per il riconoscimento della Via Francigena come Patrimonio Unesco compie un ulteriore passo in avanti.
A siglare il documento, durante il IV Festival delle Regioni, tenutosi a Venezia dal 18 al 20 maggio 2025, sono stati Marina Chiarelli, assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Piemonte, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana e capofila del progetto, Giancarlo Righini, assessore della Regione Lazio, Roberta Frisoni, assessore della Regione Emilia-Romagna, Francesca Caruso, assessore della Regione Lombardia, Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e Renzo Testolin, presidente della Regione Valle d’Aosta, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del Presidente AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene) Francesco Ferrari.

L’iter della candidatura della Via Francigena a patrimonio mondiale Unesco è stato avviato nel 2010 e nel 2017 ha visto lo svolgersi della prima fase operativa che ha coinvolto il MIBAC (Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali), le Regioni italiane e l’Associazione Europea delle Vie Francigene, quale soggetto tecnico.
Una seconda fase, tra il 2019-2020 si è chiusa con la definizione dello studio di fattibilità europeo (Framework) della candidatura e adesso si mira a concludere entro il 2025 il Preliminary Assessment, la valutazione preliminare, in modo da poter selezionare la candidatura italiana ufficiale da presentare all’Unesco per il 2026. Una fase che. come hanno precisato i responsabili della Regione Toscana, si dovrà perfezionare entro il mese di giugno.
Il percorso della Via Francigena
La Via Francigena, o Romea, è un percorso che si sviluppa lungo oltre 3000 chilometri, attraversa 5 stati, 16 regioni e più di 600 comuni.
E’ il più antico e più significativo itinerario medievale di collegamento e di pellegrinaggio dall’Inghilterra e dai paesi del Nord ovest dell’Europa, verso la penisola italiana ed in specie verso Roma, centro della cristianità, e verso Gerusalemme e il Mediterraneo.
La Via Francigena parte dalla città di Canterbury e il suo percorso si basa si basa sul diario di viaggio scritto dall’Arcivescovo Sigerico nel 990, dopo aver ricevuto l’investitura da Papa Giovanni XV. Grazie a questo documento, è stato possibile ricostruire l’itinerario seguito, esteso da Roma a Santa Maria di Leuca, “sulla base di un Itinerarium Burdigalense, viaggio di un pellegrino anonimo del 333 d.C”.

L’Itinerario Culturale della Via Francigena ha ricevuto la menzione di ”Itinerario Culturale del Consiglio D’Europa” nel 1994 per la grande importanza che il pellegrinaggio e la comunicazione lungo questo percorso hanno avuto nel corso dei secoli per la formazione dell’identità e della cultura europee.
Ogni anno si stima che 50mila pellegrini provenienti da 70 paesi diversi percorrano, a piedi o in bicicletta, la Via Francigena per un periodo medio di una settimana. Non esiste ad oggi, comunque, un osservatorio ufficiale di rilevamento dei flussi di percorrenza. E’ possibile, però, registrarsi e ottenere delle credenziali distribuite dall’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Solo nel 2024 il numero delle credenziali AEVF distribuite è stato di 14.595, ed il numero di punti di distribuzione del passaporto del pellegrino è stato di 125.

Il tratto laziale
La Via Francigena comprende anche il Lazio estendendosi in questo territorio per oltre 300 chilometri. E naturalmente la Tuscia e Viterbo sono parte integrante del suo itinerario. Nel Nord sono previste 10 tappe passando per Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Viterbo per poi raggiungere Sutri, e nella parte Sud altre 11 lungo l’antica Via Appia, fino a Castelforte e al confine campano.
La Regione Lazio è socio ordinario dell’Associazione Europea delle Vie Francigene dal 2010 e collabora in maniera attiva per valorizzare l’itinerario, provvedendo all’attività di manutenzione e infrastrutturazione.




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