Braccianti sotto il sole cocente, i sindacati alzano la voce

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La Regione Lazio, con una ordinanza del Presidente Francesco Rocca, vieta di lavorare sotto il sole tra le 12,30 e le 16,00 fino al 31 agosto 2025. Siamo in una fase di caldo estremo che può comportare problemi per la salute dei lavoratori, soprattutto nella fascia oraria dove la calura è più soffocante. Ma, evidentemente, questa delibera non viene osservata nel settore agricolo.

Per tutelare i braccianti agricoli i segretari Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Lega comunale di Viterbo, rispettivamente Andrea Piferi, Marco Nati e Antonio Biagioli, chiedono con forza il rispetto di questa ordinanza.

<<Abbiamo chiesto al prefetto Gennaro Capo – dichiarano i vertici dei sindacati del settore agricolo – di convocare subito un tavolo specifico, dedicato al rispetto della normativa regionale in merito alle alte temperature. Un tavolo alla presenza di Cia, Coldiretti e Confagricoltura, ispettorato del lavoro Inail, Asl e forze dell’ordine. Un tavolo finalizzato ad individuare, con la massima disponibilità da parte delle organizzazioni sindacali, ad individuare azioni e soluzioni positive da mettere in campo>>.

<<Sono diversi i lavoratori – denunciano Piferi, Nati e Biagioli – che quotidianamente ci informano che devono lavorare anche tra mezzogiorno e mezza e le quattro e mezza del pomeriggio, in mezzo ai campi, sotto il sole a picco e con temperature letteralmente insopportabili. E’ fondamentale intervenire, prima che sia troppo tardi. Prima che qualche lavoratore ci lasci la pelle, come successo due anni fa a Naceur Al Masoudi, 57 anni>>.

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