Viterbo città d’arte, il grande assente

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Nel Consiglio comunale straordinario sul centro storico del 27 maggio 2025 la seduta si è aperta con un ordine del giorno (Odg) della maggioranza illustrato dalla capogruppo Melania Perazzini.

Laura Allegrini (Fratelli d’Italia) in avvio di riunione ha presentato un Odg alternativo a quello di maggioranza per formare eventualmente gruppi di lavoro su temi specifici come la sicurezza e la riqualificazione. Questa impostazione è stata però respinta direttamente dal sindaco Chiara Frontini, fautrice di una concezione che non spezzetti il problema del centro storico ma affronti il tema in modo complessivo sulla base di 3 pilastri di azione amministrativa :

1) Vivibilità (che significa un centro storico vivo)

2) Abitabilità

3) Questione lavoro (commercio e servizi).

Per Chiara Frontini queste elencate sono tre macro-aree che compongono una visione d’insieme della problematica centro storico.

Per Alessandra Troncarelli (Partito democratico), che ha criticato aspramente l’amministrazione in carica, la discussione dovrebbe essere impostata individuando i problemi del centro storico e le eventuali soluzioni. La città di Viterbo è sporca, non ci sono i servizi e non c’è decoro. Il che non depone a favore della candidatura a capitale europea della cultura.

Sulla sicurezza, inoltre, si sono disattese le promesse elettorali, come quella del vigile di quartiere, e non c’è un resoconto puntuale dell’opera dei vigili urbani nel centro storico. Si deve, d’altra parte, a suo giudizio, fare di più sui temi dell’aggregazione giovanile e, in particolare, per rendere vivibile il centro storico agli studenti universitari.

In più, andrebbero attivate politiche abitative attive (es. cohousing), con un ruolo maggiore delle istituzioni comunali, promossa la mobilità dolce (bike sharing) e l’uso frequente di bus navetta per raggiungere il centro storico, e riqualificati edifici pubblici.

In conclusione, secondo Alessandra Troncarelli, l’Odg della maggioranza è una lista della spesa, con meri interventi spot del sindaco. Una bocciatura su tutta la linea.

Dello stesso tenore, la posizione di Laura Allegrini che ha descritto la situazione del centro storico come urgente. I capi di accusa alle mancanze dell’amministrazione vanno dalla scarsa attenzione alla pulizia, al decoro, al degrado, al deficit di sicurezza soprattutto di notte nel quartiere di San Faustino, in Via Marconi e Valle Faul. Uno stato che scoraggia le persone a venire nel centro storico. Avere peraltro prorogato gli orari notturni dei locali è di dubbia utilità.

A detta di Laura Allegrini, la crisi del centro storico va presa per il verso dei problemi concreti senza voli pindarici, e bisogna adoperarsi per risolvere i problemi esistenti. Unica apertura alla maggioranza è sul nuovo regolamento dei dehors che per l’esponente di Fratelli d’Italia contiene elementi positivi.

Riassumendo, botte da orbi all’amministrazione Frontini da destra e da sinistra.

Beninteso, Chiara Frontini e la maggioranza hanno difeso a spada tratta il loro operato e la strategia che, a loro parere, esiste e darà frutti nel medio periodo come ha sottolineato l’assessore Aronne. Ma il fatto che si sia convocato un consiglio comunale straordinario sta a testimoniare, per l’appunto, la straordinarietà della situazione in questa zona fondamentale di Viterbo, capoluogo di provincia del Lazio.

Interessante, da questo punto di vista, l’intervento di un consigliere di maggioranza che ha ricordato come già nel 1995 si era tenuto un consiglio comunale dedicato alla crisi del centro storico nel corso del quale emersero tante criticità che a distanza di 30 anni non sono state risolte dalle amministrazioni che si sono succedute.

La qual cosa induce a pensare che il mondo politico viterbese non sembra in grado di affrontare problemi di questa portata, come la crisi del centro storico. Emerge che la classe politica locale non sembra attrezzata, non sembra avere capacità e strumenti per rispondere in modo adeguato a processi di trasformazione così profondi che impattano in maniera rilevante sulla città.

Venendo al dibattito corrente, le varie posizioni delle forze politiche di maggioranza e opposizione dimostrano non tanto la scarsa volontà quanto la mancanza di analisi e di idee-forza, che possano fare da raccordo ai tanti interventi concreti proposti. Sotto questo aspetto, la discussione appare affatto deficitaria.

Il Comitato di quartiere San Pellegrino che riunisce i residenti di questo quartiere, ha definito una idea-forza, quella di Viterbo città d’arte e del centro storico come luogo principe della città d’arte, per poter dare una prospettiva al rilancio del centro storico.

Bisogna dire con chiarezza che gli attuali consiglieri comunali non hanno mai parlato e non parlano mai di Viterbo città d’arte.

 

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