Emergenza idrica infinita a Viterbo : acqua contaminata con enterococchi a Settecannelle

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Enterococchi nell’acqua superiori a quanto permesso dalle norme, e per questo motivo è vietato bere dai rubinetti serviti dalla rete idrica Settecannelle. Lo stabilisce un’ordinanza sindacale del 16/06/2025 firmata dal sindaco di Viterbo Chiara Frontini.

Nelle zone interessate – si legge nel provvedimento amministrativo – si limita l’uso dell’acqua alle attività di “igiene domestica (lavaggio denti esclusi), nonché, previa preliminare bollitura (per almeno 10-15 minuti) per la preparazione e il lavaggio di alimenti. Non potrà essere utilizzata come bevanda abituale”. 

Il serbatoio Settacannelle serve i quartieri di Santa Barbara, Ellera, Paradiso e località La Quercia. Quindi i cittadini di queste aree della città dovranno osservare queste precauzioni finché la situazione non sarà tornata alla normalità.

Il rischio che si corre bevendo acqua contaminata da enterococchi è quello di infezioni che causano febbre, nausea, diarrea, problemi al tratto urinario, di tipo cardiaco e finanche meningiti.

Va notato, peraltro, che l’ordinanza sindacale è stata emanata a distanza di quasi una settimana dalle analisi effettuate dalla Asl di Viterbo, i cui risultati sono stati comunicati a Talete e al Comune di Viterbo in data 13/06/2025, acquisita al protocollo del Comune il 16/06/2025.

Un ritardo che è stato già in passato motivo di recriminazione da parte del sindaco Chiara Frontini nei riguardi della Asl. Lamentela reiterata anche in questa circostanza con l’aggiunta della richiesta della convocazione di una riunione della consulta dell’ATO a causa dell’emergenza idrica ripetuta.

Scrive infatti Chiara Frontini che : “alla luce di quanto è emerso dalle analisi effettuate da Arpa Lazio e a seguito della comunicazione Asl acquisita questa mattina al protocollo generale del Comune ho emanato apposita ordinanza di non potabilità nelle zone servite dal serbatoio Settecannelle. Allo stesso tempo, ho chiesto al presidente della Provincia Romoli di convocare formalmente Asl di Viterbo e Talete presso la consulta dell’ATO, perché gli episodi di non potabilità iniziano a susseguirsi con troppa frequenza, e vanno indagate le cause e anche la modalità di trasmissione. Come ho già avuto modo di scrivere formalmente, la trasmissione dei dati al Comune e a Talete non è efficace, per provvedimenti che vanno adottati nell’immediato, a tutela della salute della popolazione interessata”.

 

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