Chiara Frontini al governo : serve una risposta di sistema sul problema della sicurezza urbana con più militari nelle città

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E’ necessaria una risposta di sistema da parte del governo italiano al problema della sicurezza urbana che interessa tanto le grandi città quanto quelle piccole e medie, in cui rientra Viterbo.

E’ il messaggio che Chiara Frontini spedisce all’esecutivo nazionale diretto da Giorgia Meloni, nel corso di un intervento effettuato all’Assemblea annuale dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) tenuta a Bologna (12-14 novembre 2025).

Il Sindaco di Viterbo ha espresso le sue vedute durante il panel moderato da Myrta Merlino, dedicato ai temi della sicurezza urbana che ha visto la partecipazione del Sindaco di Bari Vito Leccese, del Vicesindaco di Chiuduno e vicepresidente ANCI Stefano Locatelli, del Sindaco di Mantova e Vicepresidente ANCI Mattia Palazzi, del Sindaco di Genova Silvia Salis e del Sindaco di Catania Enrico Trantino.

Chiara Frontini parte dalla premessa che la sicurezza urbana è una priorità dell’agenda politica dei sindaci indipendentemente dal loro colore politico, destra, centro o sinistra che sia. D’altronde, un sindaco, sebbene ci siano altre istituzioni che sono competenti gerarchicamente, viene visto dai cittadini come il primo responsabile del mantenimento della sicurezza in città. E la pressione esercitata dagli abitanti è molto alta. Perché la domanda di sicurezza è quasi sempre insoddisfatta nonostante gli interventi messi in campo dall’amministrazione.

Chiara Frontini illustra quello come la sua giunta ha operato e le misure adottate, dal controllo di vicinato, ai presidi fissi della polizia locale nei luoghi sensibili della città, dalle operazioni di sgombero degli occupanti abusivi nelle case popolari, al rafforzamento delle zone illuminate con telecamere integrate, dalla formazione degli agenti all’impiego di droni, al potenziamento del sistema di videosorveglianza. Ma tutto ciò non basta. Di qui l’appello al governo affinché consenta 1) agli agenti di polizia locale di accedere al centro di elaborazione dati interforze per ridurre i tempi di identificazione; 2) di assumere stabilmente, non a tempo determinato, agenti di polizia locale oltre il tetto dei vincoli di spesa del personale.

Detto questo, il Sindaco di Viterbo si rammarica di non poter dispiegare forze militari in una città di scuole militari che ha <<oltre 3000 divise>>. E chiede pertanto una riorganizzazione di progetti come quello “Strade sicure” non più limitato allo schieramento dell’esercito in siti e obiettivi sensibili ma con compiti più estesi per corrispondere alle esigenze della sicurezza dei cittadini.

In buona sostanza, il cambio di sistema richiesto da Chiara Frontini comprende un impiego più ampio delle forze militari per fini interni di difesa delle città.

 

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