Il Gruppo Impianti Solari (GIS), associazione che riunisce imprese del Lazio del settore dell’energia rinnovabile, si scaglia contro la Provincia di Viterbo accusandola di bloccare l’iter delle domande per la realizzazione di progetti fotovoltaici.
Una presa di posizione veemente che tradisce l’insoddisfazione e il fastidio di un comparto in grande ascesa, trainato dalla transizione ecologica, particolarmente attivo nella zona del viterbese.
<<La Provincia di Viterbo – scrive GIS in un comunicato stampa – sta procedendo con estrema lentezza nell’esame delle richieste per la realizzazione di nuovi impianti solari. Le domande, presentate ormai da tempo, restano in gran parte bloccate senza motivazioni chiare né trasparenza nei criteri di valutazione. La normativa prevede che le amministrazioni competenti si pronuncino entro termini definiti, autorizzando i progetti conformi ai requisiti o motivando eventuali dinieghi. Tuttavia, nella realtà dei fatti, numerose pratiche rimangono sospese in un limbo amministrativo, con un impatto diretto su aziende, lavoratori e cittadini>>.
La Regione Lazio ha superato gli obiettivi stabiliti dal Decreto Aree Idonee (giugno 2024) che ripartisce a livello territoriale gli 80 GW di potenza verde che l’italia che l’Italia è chiamata a installare entro il 2030. Tra il 2021 e il 2024, infatti, nel Lazio si contano 964 MW in più rispetto a quanto fissato a livello ministeriale, secondo quanto riportato da Legambiente. Quantunque sul piano nazionale ci siano ritardi che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati.
Scontro tra imprese, Regione, Provincia e Comune di Viterbo
Ciò nonostante, la Regione Lazio, con la Delibera del 12 maggio 2023, aveva posto dei limiti allo sviluppo delle rinnovabili soprattutto nella provincia di Viterbo. Una decisione di stop alle rinnovabili che ha ricevuto il sostegno anche del Comune di Viterbo e del Sindaco Chiara Frontini, secondo cui sussiste una sproporzione di presenza nel viterbese di impianti fotovoltaici ed eolici, pari al 78% del totale di quelli autorizzati, rispetto alle altre province. Una situazione giudicata incomprensibile dato l’enorme <<valore turistico e paesaggistico e con agricoltura di qualità a chilometro zero>> della Tuscia. Lo stesso Presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha espresso posizioni in linea con quelle di Chiara Frontini.
Siamo pertanto di fronte a un fronte istituzionale anti-rinnovabili con al vertice la Regione Lazio che, sostiene Legambiente, <<invece di accelerare l’individuazione delle aree idonee ha di fatto bloccato indefinitamente l’autorizzazione di impianti eolici e fotovoltaici>>.
Il Tar dalla parte delle aziende
A scompaginare le carte, è intervenuto il Tar che ha annullato nel mese di aprile 2025 la delibera della Regione Lazio del 2023. Il Tribunale Aministrativo Regionale si è pronunciato sul ricorso presentato dalla società Bd Solar Acquapendente, alla quale era stata negata l’autorizzazione per un impianto agrivoltaico da oltre 8 MWp nel territorio comunale di Acquapendente, giudicando illegittima la normativa regionale. La decisione giudiziaria ha respinto il divieto generalizzato agli impianti di energia rinnovabile imposto dalla Regione Lazio perché in contrasto con le leggi nazionali, indicando che i progetti devono essere valutati caso per caso.
Ma, evidentemente, il conflitto tra istituzioni regionali, comunali e imprese del settore delle energie rinnovabili non è stato risolto dalla sentenza dela magistratura. Come fa intendere Gruppo Impianti Solari, il contenzioso si è spostato su un altro piano che è quello di frapporre ostacoli burocratici alla realizzazione di impianti produttivi nella Tuscia? La Provincia di Viterbo, insomma, metterebbe in atto una sorta di manovra ostruzionistica per rendere le cose più difficili?
In questo senso, il Gruppo Impianti Solari ricorda che <<diverse pronunce giurisprudenziali hanno già confermato l’obbligo per le Province di concludere i procedimenti, proprio per evitare danni economici e ambientali derivanti dall’inerzia amministrativa>>, chiedendo, di conseguenza, alle istituzioni competenti di agire con <<tempestività, ripristinando certezza, equità e trasparenza nelle procedure autorizzative>>.





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