La situazione delle piccole e medie imprese del Lazio resta sostanzialmente stabile benché la fase attuale sia complessa a causa delle sfide rappresentate dell’aumento dei costi di materie prime ed energia, e la difficoltà di reperire manodopera.
E’ la fotografia scattata dalla Federlazio nell’indagine congiunturale che ha esaminato lo stato di salute di 500 aziende che operano nella regione Lazio, tra cui 50 attive nella Tuscia.
In questa specifica zona, emerge dai dati diffusi, che riguardano l’anno 2024, un saldo positivo tra imprese nate e cessate a livello regionale (+1,63% : un tasso di crescita superiore a tutte le altre regioni italiane) contro un +0,62% sul piano nazionale. Nella Tuscia questa percentuale però si abbassa a (+0,4%).
In ascesa anche il dato sugli investimenti. E’ pari al 73,5 % la percentuale di imprese che investono nel 2024 contro il 71,4% del 2023.

Tornando al bilancio delle aziende su scala regione Lazio, a fine 2024 è stata stimata una crescita del Pil in linea con il dato nazionale (attorno a +0,8%), un aumento del numero di imprese attive e un incremento dell’export (+8,5%), in controtendenza rispetto al dato nazionale negativo (-0,4%).
Sul fronte dell’occupazione, la situazione migliora con +18 mila occupati nel quarto trimestre 2024 e una crescita media annua di +1,9% negli ultimi cinque anni.
Nondimeno, il 34,5% delle aziende registra una diminuzione della produzione, che solo nel 26,5% del campione intervistato ha visto un aumento.
Il fatturato cresce nel 26,1% delle aziende, ma il 31,7% registra un calo.
Vanno più male delle altre le imprese del settore manifatturiero, con il 46,2% di aziende in contrazione, mentre le aziende operanti nei servizi registrano una dinamica più positiva, con il 51,7% che dichiara ricavi in crescita.
Stando a Federlazio, inoltre, il 28,6% delle Pmi ha aumentato personale, mentre il 10,2% ha diminuito gli addetti. Si segnala, d’altra parte, che le difficoltà di reperimento di manodopera tendono a persistere : nel 2024 ben il 41% delle PMI ha avuto questo problema.
Quanto agli investimenti, molte piccole e medie imprese continuano a rinnovare la loro struttura digitalizzandosi, sebbene non in maniera adeguata. Cresce anche l’interesse per l’intelligenza artificiale, con il 56% degli intervistati che esprimono un giudizio complessivamente favorevole a questa innovazione tecnologica.

Il futuro è, in base alle interviste effettuate dai ricercatori di Federlazio, all’insegna della stabilità. Si rileva un cauto ottimismo delle imprese per quanto destino preoccupazione aspetti come riduzione dei consumi, costo dell’energia, accesso al credito, tassi di interesse e il quadro internazionale deterioratosi e reso incerto dalla tendenza all’aumento dei dazi.




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