A Viterbo, le tasse locali che bisogna pagare sono tra le più alte in Italia. A sostenerlo è uno studio realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della UIL, diretto dal segretario confederale Santo Biondo.
Le addizionali Irpef che i contribuenti locali devono versare a Regione Lazio e Comune suonano come una stangata. Nelle due fasce di reddito, 20mila e 40mila euro annui, prese in considerazione dallo studio, l’esborso è pari, rispettivamente, a 576 euro e 1394 euro.

Il conto è salato e fa rientrare Viterbo tra i 10 capoluoghi di provincia con le imposte più elevate addebitate ai propri citadini.
La UIL fa notare che esiste una forte disomogenità nel pagamento delle tasse sul piano locale. Cittadini con lo stesso reddito, pagano cifre assai differenti a seconda della città di residenza. Va, del resto evidenziato, che chi ha un reddito pari a 20.000 euro e risiede a Mantova, Milano, Bolzano, Trento, Firenze ed Enna ha un’addizionale comunale pari a zero e paga quindi solamente quella regionale. A Trento e Bolzano i cittadini meno tartassati perché anche per un reddito di 40mila euro si è esentati dall’addizionale comunale.
A giudizio di Santo Biondo, è necessaria, in questo momento storico, una riforma della fiscalità locale che introduca criteri di maggiore equità e progressività.
<<La giustizia fiscale, secondo il segretario UIL, è il primo pilastro per costruire la coesione sociale di una comunità in cui si riconosca il valore del lavoro, si proteggano i più deboli e si rafforzi il patto sociale tra cittadini e istituzioni, anche e soprattutto a livello territoriale>>.





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