Nel 2024, una famiglia viterbese con tre componenti ha speso mediamente la bellezza di 459,91 euro all’anno per 150 mc di acqua potabile. Un costo al di sopra della media nazionale che si attesta a 392,95 euro annui.
Sono i dati diffusi dal centro studi I.R.C.A.F. (Istituto Ricerche Consumo Ambiente e Fromazione) che ha presentato i risultati della sua indagine in un seminario svoltosi al tecnopolo Unimore di Carpi il 2 dicembre scorso.
In generale, le tariffe dell’acqua per i cittadini aumentano ma con importanti differenze tra le varie aree geografiche del paese. Nel Nord-Ovest, infatti, la spesa media per famiglia tipo (tre persone e consumo di 150 mc) è di euro 335,40, mentre nel Nord-Est è pari a 392,21 euro. Nel Centro Italia il costo è ancora maggiore raggiungendo 519,24 euro per unità familiare.Nel Sud e nelle Isole, invece, la spesa per la famiglia media è di 352,25 euro.
Va detto inoltre che le tariffe dell’acqua sono in crescita sul piano nazionale. Come emerge dalla ricerca I.R.C.A.F., rispetto al 2023 la spesa media annua 2024 è aumentata di +3,77%, pari 14,26 euro a fronte di un’inflazione tendenziale a dicembre 2024 del +1%. D’altra parte, nel periodo 2011-2024, l’incremento tariffario idrico è stato del 81,53% contro un indice NIC Istat nello stesso periodo di inflazione del 26,3%.
A livello regionale, nel Lazio la spesa media ammonta a 484,11 euro nel 2024 contro 199,25 euro del 2011. Frosinone è la città con i costi in assoluto più alti d’Italia (705,41 euro per famiglia) e Viterbo è al 30° posto su 111 comuni esaminati.
Le differenze tra città e città sono pertanto significative e vanno ricondotte a più cause. L’efficienza della gestione, gli investimenti effettuati, la morfologia del territorio, oppure il numero di utenti serviti, e le perdite della rete possono determinare risultati migliori o peggiori e bollette meno care o salate per i cittadini.





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