Antroma

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Bioma antropogenico (o Antroma) è un termine coniato dall’ecologo Erle Ellis e dal geografogo Navin Ramankutty nello studio “Putting people in the map : anthropogenic biomes of the world”, pubblicato nel 2008. 

Le reti idriche sono parte di questa realtà, oggetto ormai da anni della ricerca scientifica che identifica gli ecosistemi dominati dagli esseri umani. Per migliaia di anni, la popolazione umana ha rimodellato l’ambiente, creando gli Antromi che oggi comprendono oltre 3/4 della superficie terrestre, la cui restante parte è costituita da terreni e zone non trasformati da agricoltura e insediamenti umani. 

I modelli di vita e i biomi, insiemi delle specie naturali e vegetali che vivono nell’ambiente naturale (ogni bioma si caratterizza per clima vegetazione e fauna), non possono essere compresi senza considerare come gli esseri umani li hanno alterati. Basta guardare fuori dal finestrino di un aereo o osservare le immagini di un qualunque satellite terrestre per rendersi conto che i segni della trasformazione umana sono ovunque. Fattorie, pascoli, piantagioni, foreste gestite dall’uomo, ma anche città, villaggi, ferrovie, strade e reti idriche sono elementi dell’antropizzazione e del cambiamento dell’ecologia del pianeta Terra. 

In questo quadro, Erle Ellis e Navin Ramankutty hanno sviluppato una tassonomia e una mappatura degli Antromi che rappresentano l’interazione umana con i vari ecosistemi. E’ evidente – sostengono i due scienziati – che homo sapiens è emerso come una forza, al pari di clima e geologia, in grado di plasmare la biosfera terrestre e i suoi processi. 

 

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