Oltre due miliardi di persone a livello mondiale non hanno accesso ad acqua potabile sicura (Banca Mondiale) e circa metà della popolazione mondiale deve affrontare problemi di grave scarsità d’acqua durante l’anno (IPCC). Cambiamenti climatici e crescita demografica sono destinati a inasprire questi fenomeni.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), la scarsità idrica rappresenta una delle principali sfide del nostro tempo e adattarsi a una realtà caratterizzata da meno disponibilità di acqua è un elemento chiave dello sviluppo sostenibile.
La scarsità idrica può essere definita come una discrepanza tra la domanda di acqua dolce e la sua disponibilità. Tuttavia, il concetto viene talvolta declinato includendo anche questioni di natura economica e sociale.
Per scarsità idrica economica, ad esempio, s’intende una situazione in cui il capitale umano, finanziario e istituzionale limita l’accesso all’acqua, benché questa risorsa in natura resti disponibile in abbondanza tale da soddisfare la domanda della popolazione locale. La scarsità idrica economica può anche verificarsi laddove esistono infrastrutture, ma la distribuzione dell’acqua è iniqua.
La definizione di scarsità idrica è andata via via modificandosi, comprendendo una molteplicità di aspetti. La scarsità idrica fisica fa riferimento a una quantità di acqua insufficiente a soddisfare i bisogni di una popolazione. L’indice di Falkenmark è sovente usato per la sua misurazione. Con questo metodo si ha la misura della quantità di acqua dolce rinnovabile disponibile pro capite.

Ciò nondimeno, questo indicatore viene considerato insufficiente perché non tiene conto dell’acqua necessaria per sostenere gli ecosistemi acquatici (bisogni extra-umani). Cambiamento climatico e riscaldamento globale alterano i regimi idrologici e termici compromettendo i servizi ecosistemici e, di conseguenza, la disponibilità e fruibilità delle risorse idriche. Bisogna, perciò, assicurare il mantenimento dei sistemi acquatici e quindi avere la misura delle esigenze idriche degli ecosistemi acquatici (Environmental Flows Requirement – EFR).
Anche la scarsità di acqua, causata da un deficit di qualità, è un elemento aggiuntivo che, più di recente, è stato preso in considerazione. Integrando la misura EFR nell’indice di scarsità idrica, si valuta che circa 4 miliardi di persone (quasi la metà in India e Cina) soffrano uno stato di grave scarsità d’acqua per almeno un mese all’anno.

Il cambiamento climatico di derivazione antropica (umana) è elemento che produce una ridotta disponibilità di acqua in varie zone del mondo. Ed è assai probabile che i modelli di trasformazione dell’umidità del suolo a livello globale siano attribuibili all’influenza umana sul clima e, in particolare, ai gas serra che ne provocano, complessivamente, la diminuzione.
Tuttavia, non è stata ancora enucleata una valutazione quantitativa del contributo specifico del cambiamento climatico antropogenico sugli attuali livelli di scarsità idrica.
Ma la domanda di acqua dipende oltretutto dal diverso peso dei fattori socio-economici. Che possono influenzare il consumo idrico per usi domestici, industriali e agricoli, causando un aumento intorno al 20-30% da qui al 2050.
In varie ricerche si è studiato l’effetto combinato dei sistemi socio-economici e dei cambiamenti climatici sulla scarsità idrica. Il fattore umano, in molti modelli di previsione, risulta l’elemento con impatto maggiore sulla scarsità idrica a livello globale.





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