Nel 2023, in Italia è piovuto molto più del 2022 ma è caduta meno pioggia rispetto alla media del periodo 1951-2023. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Ispra relativi al bilancio idrologico nazionale, calcolato in base al modello BIGBANG.
Secondo la valutazione dei ricercatori dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale viene confermata, d’altra parte, la tendenza negativa della disponibilità naturale di risorsa idrica rinnovabile, che rappresenta la quantità di acqua piovuta che resta disponibile per l’ambiente, gli ecosistemi e i vari usi al netto della perdita per evapotraspirazione, definita come la “quantità di acqua che si trasferisce in atmosfera per i fenomeni di evaporazione diretta dagli specchi d’acqua, dal terreno e dalla vegetazione (intercezione) e di traspirazione della vegetazione”.
In termini numerici parliamo di 112,4 miliardi di metri cubi di acqua disponibile sul territorio nazionale. Una quota superiore a quella del 2022 (circa + 68%), anno in cui si è toccato un minimo storico, e tuttavia assai inferiore alla media annua del lungo periodo 1951–2023 (- 18,4%, pari a 134 miliardi di metri cubi annui) e rispetto al trentennio climatologico 1991-2020 (quasi – 16%).
Quindi, in sostanza, c’è meno acqua della quale possono usufruire gli esseri umani e la natura del nostro paese.
L’Italia, comunque, è uno dei paesi in Europa che gode di maggiore disponibilità di acqua. La risorsa idrica disponibile in modo rinnovabile (deflusso interno) è la più alta dopo Francia e Svezia (Eurostat). Se si considera la disponibilità pro capite, in ragione della densità abitativa
più alta della media (circa il doppio di Francia e Spagna, ad esempio), i valori sono un po’ sotto la media europea. Parliamo di 2 mila metri cubi all’anno per abitante. Che devono servire alle attività umane e a garantire la vita degli ecosistemi.

A livello di distretto idrografico, il maggior valore della disponibilità naturale della risorsa
idrica nel 2023 è osservato nelle Alpi Orientali (oltre 23 miliardi di metri cubi), valore che costituisce il 51,2% della precipitazione annua e che corrisponde a circa 5 volte la disponibilità di risorsa nel Distretto della Sicilia per lo stesso anno.
Nel 2023, è infatti il Friuli Venezia Giulia la Regione con il massimo di precipitazione totale annua (più di 1750 mm), mentre in Sicilia si riscontra il valore minimo di precipitazione (565,5 mm). In termini di disponibilità naturale della risorsa idrica, è però la Regione Puglia che segna il minimo con 100 mm nel 2023 (circa la metà del valore medio sul lungo periodo).





Lascia un commento