La sicurezza globale è in pericolo a causa di una crescente ondata di violenza mai vista in queste dimensioni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Tragico bilancio di vittime
Nel 2024 sono stati registrati 61 conflitti armati che hanno coinvolto 36 diversi paesi, secondo i dati dello studio “Conflict Trends: A Global Overview”, curato dal Peace Research Institute di Oslo (PRIO) e basato sulle statistiche fornite dal programma di ricerca Uppsala Conflict Data Program.
Guerre e combattimenti militari hanno provocato 129mila morti, eguagliando il bilancio sanguinoso del 2023, con un livello di violenza molto superiore alla media degli ultimi trent’anni. Il 2024 è stato il quarto anno più mortale dal 1989, data della fine della Guerra Fredda.
Strage di bambini e civili
I conflitti in corso non colpiscono e uccidono soltanto i soldati in battaglia. Migliaia di bambini sono stati ammazzati e feriti gravamente a Gaza e in Ucraina e il 2024 è stato un anno nero, secondo l’Unicef. Siamo davanti a una strage di minori nel mondo che vivono in quantità sempre maggiore in zone di conflitti armati, circa il doppio in termini percentuali rispetto al 10% degli anni ’90 del secolo scorso.
In numeri assoluti, sono 473 milioni i bambini sotto le guerre (1 su 6 a livello globale), dei quali 47 milioni e 200mila costretti a essere sfollati e ad allontanarsi dalla loro terra.
Ma i conflitti armati hanno prodotto anche un incremento allarmante di vittime civili. Nel 2024 sono aumentate del 40%, secondo quanto riporta l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Protezione dei civili, diritti umani e diritto internazionale umanitario passano sotto il rullo compressore distruttivo delle forze belliche su scala internazionale, rendendo difficile e pressoché inefficace la loro tutela da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Guerre tra Stati e conflitti all’interno degli Stati
Le guerre a Gaza e Ucraina hanno dominato la scena politica e mediatica mondiale, raggiungendo picchi di scontro armato e cruenza da film horror. Ma questi conflitti tra Stati, in primo piano sulla stampa globale, sono solamente una parte del quadro più generale.
A livello territoriale, l’Africa è il continente più devastato, con 28 conflitti che hanno coinvolto almeno uno Stato, seguita dall’Asia con 17, dal Medio Oriente con 10, dall’Europa con 3 e dalle Americhe con 2. Oltre la metà di questi paesi è stata piagata da due o più conflitti.
Ciò che desta più preoccupazione, agli occhi dei ricercatori del Peace Research Institute di Oslo, è la moltiplicazione dei conflitti all’interno dei paesi. E’ il segno di una fragilità e di una tendenza che alimenta crisi difficili da gestire e arginare con gravi rischi di instabilità geopolitica ed effetti sulle popolazioni.
Più della metà di tutti gli Stati attraversati da conflitti si trova ad affrontare due o più conflitti interni in cui il governo è una delle parti in conflitto. In nove paesi si sono verificati tre o più conflitti di questo genere.
Spese militari al massimo storico
Come se non bastasse, anche la spesa militare globale registra il più forte aumento dalla fine della guerra fredda. Nel 2024 sono stati spesi 2.718 miliardi di dollari in armamenti, il massimo storico , secondo l’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI) che rileva una crescita senza precedenti per il decimo anno consecutivo.
I 15 paesi che investono di più nel settore militare continuano in modo imperterrito la loro corsa al riarmo anche nucleare. A far da traino a questa tendenza è l’Europa. In particolare, la Russia ha raggiunto l’impressionante quota di 140 miliardi di dollari in spesa militare che rappresenta il 7,1% del Pil e il 19% del totale delle spese del budget statale.
Tuttavia, anche altri paesi Ue, segnatamente Germania e Polonia, hanno accresciuto la spesa militare e, in generale, tutto il complesso dei membri della Nato, inclusi gli Stati Uniti. Allo stesso modo, Israele e Libano in Medioriente seguono questa falsariga, al momento inarrestabile, al rialzo. Così come la Cina, secondo paese al mondo per spesa in armamenti dopo gli Stati Uniti, ha aumentato il budget militare, 314 miliardi di dollari complessivi, con un più 7% rispetto all’anno precedente, e una crescita consecutiva che dura da tre decenni.
Una dura realtà quella a cui si assiste che proietta al centro la guerra e i conflitti militari mettendo all’angolo la pace, la diplomazia, e la cooperazione tra popoli, rendendo marginale il ruolo delle Nazioni Unite.





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