Sono più di 100 i furti nelle case di Viterbo, un reato in crescita rispetto agli anni precedenti così come le denunce per spaccio di droga. Dati che sollevano preoccupazione nella cittadinanza di cui il Prefetto Sergio Pomponio deve tener conto, soprattutto rivolgendo lo sguardo alla realtà della periferia e della provincia, aree maggiormente esposte ad attività criminali di questo tipo.
Massima attenzione, dunque, a questi fenomeni che tuttavia sono inseriti in un quadro di diminuzione complessiva dei reati come emerge dall’incontro del 6 ottobre a Palazzo dei Priori, promosso dal Prefetto di Viterbo, a cui hanno partecipato il Sindaco di Viterbo, il Presidente della Provincia, i vertici provinciali delle Forze di Polizia e il Comandante dei Vigili del Fuoco.
I temi affrontati in questo meeting delle alte cariche cittadine hanno riguardato sicurezza pubblica, sicurezza stradale, immigrazione e protezione civile.
La sicurezza è senza dubbio un argomento sensibile. Ma va chiarito che la percezione di essere in uno stato di insicurezza da parte della popolazione è una cosa, mentre la realtà oggettiva è un’altra. A volte, tra le due dimensioni non c’è consonanza.
Risulta evidente, a questo proposito, secondo quanto riportato dalla Prefettura, che siamo davanti a una decrescita dei reati violenti e contro il patrimonio negli ultimi tre anni.
Entrando nel dettaglio, rispetto ai primi otto mesi del 2024, nel 2025 <<le lesioni, le minacce e le violenze sessuale (solo 5 a fronte delle 14 commesse nel 2023 e delle 7 commesse nel 2024) sono diminuite rispettivamente del 14,5%, del 30% e del 28,6%, mentre la riduzione dei furti raggiunge picchi anche dell’85% con riferimento agli scippi>>.
Tuttavia, i furti nelle abitazioni, in lieve crescita nell’anno in corso, suscitano particolare apprensione. Ha conquistato gli onori della cronaca nazionale il caso di una anziana signora di 84 anni che a Viterbo ha subito una rapina in casa da tre criminali. Mentre a San Martino al Cimino, a causa di una serie di furti, i cittadini, esasperati, si sono riuniti in assemblea pubblica chiedendo più controlli della polizia, telecamere di videosorveglianza e la presenza di vigili di quartiere.
Prefettura e vertici delle forze dell’ordine tendono a rassicurare e tranquillizzare la cittadinanza sottolinenando come il sistema di sicurezza sia efficace e che i furti in casa si intensificano in <<specifici periodi dell’anno e in zone caratterizzate da vulnerabilità strutturali (quali una rete viaria che favorisce la fuga o la presenza di abitazioni isolate) e dall’assenza di sistemi di difesa passiva (grate alle finestre, allarmi, sistemi di videosorveglianza)>>.
Prevenzione e repressione funzionano, specificano i partecipanti alla riunione del 6 ottobre, e <<il Questore ha confermato che l’aumento dei furti in abitazione è contenuto in termini assoluti, sottolineando come la percezione di insicurezza possa divergere dai dati reali>>.
Ad ogni modo, la Prefettura si è già attivata per mettere in atto strategie più incisive, che includono il rafforzamento dei controlli nelle frazioni e l’attivazione di operazioni “Alto impatto” nel centro storico e nei quartieri con maggiore percezione di insicurezza.





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