Eccola, puntuale l’ordinanza sindacale del primo cittadino di Viterbo Chiara Frontini contro il degrado urbano e a tutela del decoro.
Sarà in vigore dal 20 giugno 2025 al 30 settembre 2025 in molte zone del centro storico di Viterbo e a Bagnaia (vedi elenco).
L’ordinanza vieta di sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o a uso pubblico, sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti, delle fontane e dei luoghi di culto, sugli arredi urbani.
Inoltre, è proibito mangiare e bere occupando con alimenti, contenitori, sacchi, carte o altri oggetti il suolo pubblico o a uso pubblico, le soglie, le pavimentazioni, i muretti, gli arredi urbani, i gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti e dei luoghi di culto.

Per i trasgressori è prevista l’applicazione di sanzioni pecuniarie che vanno da 25 euro a 500 euro, a meno che il fatto accertato non costituisca più grave reato.
Il provvedimento è stato introdotto con un mese di anticipo rispetto alla tempistica consueta – spiega Chiara Frontini, per andare incontro alla domanda di sicurezza della cittadinanza.
Il sindaco, insomma, abbraccia l’idea della tolleranza zero verso comportamenti incivili di quei soggetti responsabili di “intemperanze e altri comportamenti che mettono a rischio la tranquillità di tutti e il decoro della città perché la sicurezza continua a rimanere in cima alle nostre priorità”. Sono, in questo senso, considerati atteggiamenti contrari al vivere civile “sdraiarsi a dormire nelle aiuole o sedersi a terra o sulle fontane monumentali in gruppetti scomposti e rumorosi con una bottiglia di birra in mano”.
Però, la stessa Chiara Frontini si preoccupa di precisare che l’ordinanza andrà applicata con buon senso, dato che negli anni precedenti sono state comminate multe a persone che non corrispondevano proprio a quel profilo di scalmanati e di incivili che la norma intende colpire e reprimere.





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