Per Roberto Saviano Viterbo è capitale della mafia turca

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<<Come è possibile che Viterbo sia diventata uno snodo centrale per la storia della potentissima mafia turca?>>. Sono le parole iniziali di un video di Roberto Saviano, esperto di mafie, e autore del celebre libro Gomorra, dedicato alla camorra, che fornisce la sua interpretazione sugli arresti di cittadini turchi nel giorno del Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

<<Gli arrestati non hanno precedenti per terrorismo ma per reati di criminalità comune. Perché erano lì? Perché Viterbo?>> – si domanda Saviano.

Qualche mese a Viterbo, nel mese di agosto 2025 è stato arrestato Ismail “Hamuş” Atiz, criminale turco, ricercato in tutto il mondo e accusato di riciclaggio ed estrosion, che si nascondeva in un affittacamera.

Ma è il boss Barış Boyun il soggetto centrale di questa vicenda. Arrestato a Bagnaia, frazione di Viterbo, nel maggio 2024, è un potente boss della mafia turca ed è la sua presenza a Viterbo a convincere Roberto Saviano che la città è diventata <<capitale della mafia turca>>.

Gli arresti del 3 settembre sono legati a questa figura dal momento che lo scrittore napoletano accredita l’ipotesi, giudicandola la più probabile, che stessero cercando di far evadere Barış Boyun. Tuttavia, va detto a onor di cronaca, che il boss della mafia turca non è recluso nel carcere di Viterbo.

Ad ogni modo, Saviano racconta come la criminalità turca, feroce e violenta, sia al centro di un vasto traffico internazionale di droga e dell’immigrazione, decrivendo la sua ascesa e le faide per il controllo del potere al suo interno. Viterbo, in questo quadro, è il luogo che viene scelto per <<stoccare i suoi killer>>. Ci sono vari motivi per cui il capoluogo laziale assume questa valenza per l’organizzazione criminale turca.

In primo luogo, sottolinea Roberto Saviano, la mafia turca è storicamente alleata delle mafie italiane. In secondo luogo, in Italia, non c’è una particolare attenzione sulle organizzazioni criminali turche e, in terzo luogo, Boyun fa finata di essere curdo per evitare l’estradizione in Turchia e scontare la pena in questo paese.

Più nello specifico, le famiglie criminali turche hanno legami con le famiglie della ‘Ndrangheta italiana, in particolare con i Mammoliti. Le famiglie ‘ndranghetiste stanno investendo, in silenzio, nel turismo viterbese – prosegue Saviano, e molto probabilmente, fa intendere lo scrittore, Boyun è transitato in questa zona non per caso ma grazie a queste relazioni criminali. Ed anche più facile, naturalmente, nascondersi in una provincia tranquilla, lontano dagli occhi più vigili di una grande città.

 

 

 

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