Verde urbano e ozono nell’aria, il peggio di Viterbo secondo Legambiente

3 min di lettura

Migliora la posizione di Viterbo nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2025, indagine annuale sulle performance ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani, curata da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore.

Dall’87esimo posto del 2024 si passa all’83esimo del 2025 ma è una risalita stentata dopo il tonfo successivo al 2023 che vedeva in quell’anno la città collocarsi al 74esimo posto della graduatoria.

Il peggio di Viterbo

Aspetti negativi che determinano il piazzamento nella parte bassa della classifica, basata su 19 indicatori, sono la scarsa disponibilità di verde urbano e la concentrazione di ozono (O3) nell’aria. Viterbo ha 5,7 metri quadrati per abitante di verde accessibile (dati Istat), riferendosi al
<<patrimonio di aree verdi presenti sul territorio comunale e gestite, direttamente o indirettamente, da enti pubblici, destinate prevalentemente alla fruizione diretta da parte dei cittadini>>. Il dato colloca la città dei Papi al terzultimo posto appena sopra Crotone e Messina.

Quanto all’ozono (troposferico) nell’aria, che è un inquinante molto tossico in grado di provocare danni alla vegetazione e alla salute umana e, a certe concentrazioni, anche decessi prematuri, Viterbo rientra nel novero dei peggiori capoluoghi di provincia. Va detto, comunque, che in città non ci sono stazioni di rilevazione dell’ozono (O3), in quanto l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) le ha installate solamente ad Acquapendente e a Tarquinia (La Qualità dell’Aria nella Regione Lazio – 2025).

La rete regionale di monitoraggio dell’aria è costituita da stazioni fisse e comprende 51 punti di misura. A Viterbo vengono rilevati i valori di particolato (PM2.5 e PM10), ossidi di azoto, benzene e monossido di carbonio.

A questo proposito, tornando a Ecosistema Urbano, la qualità dell’aria che si respira nella Vetus Urbs è a un grado di insufficienza, in rapporto ai limiti di legge stabiliti dall’Unione Europea e ai valori guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la tutela della salute umana.

Viterbo figura anche tra le città col maggior numero di auto, 78 ogni 100 abitanti, e tra quelle con le percentuali più alte di dispersione idrica, di acqua potabile sprecata dalla rete di distribuzione comunale prima di arrivare al rubinetto. Malino inoltre l’uso efficiente di consumo del suolo, il numero di alberi nelle proprietà pubbliche, l’offerta di trasporto pubblico e le piste ciclabili.

Qualcosa di meglio

A controbilanciare gli effetti di queste performance negative, c’è la percentuale di raccolta differenziata che a Viterbo si attesta al 55,2%, distante  dalle prestazioni di decine di capoluoghi di provincia che superano la soglia del 65% ma, in ogni caso, un dato positivo. Buona anche la potenza installata di energia rinnovabile da impianti di produzione pubblica.

Tuttavia, va sottolineato che Viterbo non viene mai citata per una attività di eccellenza nell’ambito dei 19 indicatori utilizzati per elaborare la graduatoria di Ecosistema Urbano. Questo spiega la collocazione nel fondo basso della classifica. In cnclusione, Viterbo non è una città sostenibile, bocciata inesorabilmente dalla valutazione di Legambiente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *