Arsenico e acque potabili

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L’arsenico, il cui simbolo chimico è As, è un semimetallo naturalmente presente nella crosta terrestre ed è ampiamente diffuso nell’ambiente, nell’aria, nell’acqua e nel terreno.

Nella sua forma organica (arsenobetaina), non è dannoso per l’uomo. Come composto organico è presente, ad esempio, nei pesci e nei frutti di mare.

Diversamente, nella sua forma inorganica (arsenico minerale) è tossico e può essere causa di avvelenamento. Anche l’assunzione di arsenico inorganico in quantità ridotte per un lungo periodo di tempo (esposizione cronica) ha conseguenze gravi sulla salute umana.

Fonti di esposizione

Acqua

La principale minaccia per la salute umana è rappresentata dall’arsenico che proviene dalle acque sotterranee contaminate. L’arsenico inorganico è naturalmente presente ad alti livelli nelle acque sotterranee di diversi paesi, tra i quali Argentina, Bangladesh, Cambogia, Cile, Cina, India, Messico, Pakistan, Stati Uniti d’America e Vietnam. In Italia, l’arsenico si trova in varie regioni come la Toscana, la Lombardia, il Trentino-Alto Adige e il Lazio. 

La provincia di Viterbo, la zona dei Castelli Romani e, in parte, la provincia di Latina, mostrano un contenuto relativamente elevato di arsenico nelle falde acquifere dovuto alla presenza “antica” di vulcani, segnalata dai laghi che ne sono la manifestazione attuale : le acque, nel loro ciclo, passano attraverso strati di roccia di origine vulcanica contaminandosi col semimetallo.

La presenza di arsenico in alcune acque regionali, pertanto, non deriva da inquinamento di tipo antropico (attività umana) ma è connesso alla natura geogenica del territorio (ARPA Lazio).

Nelle acque sotterranee i principali composti sono quelli che originano dalla dissoluzione dei solfuri e degli ossidi, quindi arseniti (che derivano dall’acido arsenioso) di ferro, manganese e calcio e i relativi arseniati (che derivano dall’acido arsenico) (ISPRA).

Cibo

Anche il cibo può essere veicolo di assunzione di arsenico, qualificato dalla International Agency for Research on Cancer (IARC) come cancerogeno per l’uomo  di tipo I. Gli alimenti rappresentano la maggiore fonte di esposizione all’arsenico per la popolazione europea in generale, secondo la valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). 

In base alla ricerca del team di esperti scientifici dell’EFSA i principali fattori dell’esposizione dietetica generale all’arsenico inorganico sono i cereali e i prodotti a base di cereali, i prodotti alimentari per usi dietetici speciali (come le alghe), l’acqua in bottiglia, il caffè e la birra, il riso e i prodotti a base di riso, il pesce e le verdure.
Secondo l’EFSA la percentuale di arsenico inorganico varia mediamente dal 50 al 100% dell’arsenico totale nei prodotti alimentari diversi dai pesci e frutti di mare, con il 70% come media complessiva.

Processi Industriali

L’arsenico è utilizzato a livello industriale, oltre che nella lavorazione del vetro, dei tessuti, della carta, degli adesivi metallizzati, nel settore della conservazione del legno e delle armi. L’arsenico viene usato altresì nel processo di concia delle pelli e, in misura limitata, nei pesticidi, negli additivi per mangimi e nei prodotti farmaceutici.

Molti derivati dell’arsenico hanno origine industriale come per esempio gli arseniati di piombo e di calcio, utilizzati nella produzione di antiparassitari. Nell’industria della ceramica viene impiegato il tricloruro di arsenico (composto inorganico trivalente – ILO).

Fumo

Anche le persone che fumano tabacco possono essere esposte all’ arsenico inorganico perché le piante di tabacco possono assorbire l’arsenico naturalmente presente nel terreno. La possibilità di un’elevata esposizione all’arsenico era molto maggiore in passato, quando le piante di tabacco venivano trattate con insetticidi a base di arseniato di piombo.

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